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GUIDA ALL'USO DEL ROTANTE

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1 GUIDA ALL'USO DEL ROTANTE il Mer Ott 20, 2010 10:56 am

eugenio


Admin
Admin
Questa breve e semplice guida vuole illustrare le caratteristiche base di un mulinello rotante, la sua struttura e i primi passi per poterlo correttamente utilizzare.
Molti guardano a questo attrezzo come ad un oggetto talmente complicato e complesso da renderlo di difficile utilizzo ma così non è! Si tratta solo di un attrezzo differente che richiede un approccio differente senza mai ricadere in qualcosa di “trascendentale”.
L’intento della guida è proprio quello di familiarizzare con l’attrezzo perché solo conoscendolo potremmo capire come rapportarci con lui.
Essenzialmente, un rotante è meccanicamente più semplice di un mulinello a bobina fissa ma allo stesso richiede alcuni accorgimenti che il fisso non richiede.
Tutto il funzionamento si racchiude su una bobina che ruota su un asse.

Le parti di un rotante: telaio, leva di recupero, bobina, asse, cuscinetti, guanciole che ospitano la parte meccanica – frizione- freni, stella di regolazione della frizione, registri e slitte dei vari freni, pulsante di libera bobina, cicalino.
Sopra un Daiwa 7ht(asse solidale) mentre sotto un Penn 525 (ultracast)
LATO DESTRO






LATO SINISTRO





Iniziamo con l’identificare il “fulcro” del rotante: la bobina. Questa, ruotando sull’asse consente il rilascio del filo in fase di lancio e il recupero dello stesso durante le fasi di recupero.
Esistono due tipologie di bobine che, di riflesso, consentono di suddividere i vari modelli di rotanti in due categorie:
• Bobina ad asse solidale: l’asse è incorporato all’interno della bobina ed i cuscinetti si trovano alloggiati nelle guanciole. Questo tipo di bobina (e di rotanti) è caratterizzata da un peso più elevato rispetto alle bobine ultracast.



• Bobina ultracast: l’asse è scorporato dalla bobina mentre i cuscinetti trovano alloggiamento all’interno della stessa. Questo tipo di bobina (e di rotanti) è caratterizzata da un peso poco rilevante e pertanto vengono preferiti per le competizioni di lancio tecnico.




Non esistono controindicazioni riguardo la scelta fra l'uno e l’altro tipo di rotante (asse solidale piuttosto che ultracast), cambierà solo il comportamento e la velocità della bobina: gli ultracast, avendo una peso più limitato, avranno un maggior spunto e velocità nella fase iniziale del lancio mentre perderanno velocità quando il piombo sarà in caduta. Gli asse solidale, di contro, essendo più pesanti avranno una minor velocità nello stacco ma nella fase finale, a causa della maggiore inerzia della bobina, tenderanno a mantenere un’elevata velocità che non corrisponderà all’effettiva capacità di trascinamento del filo da parte del piombo.



Per poter frenare questa bobina che ruota ad altissima velocità abbiamo a disposizione vari tipi di freni che potremo trovare in maniera alternativa o cumulativa all’interno del nostro rotante.
Le tipologie di freni sono quattro:
• Centrifugo: si tratta di alcuni cilindretti (il numero varia nei diversi modelli) in materiale plastico o in carbonio che vengono inseriti in un piccolo asse montato su di un lato della bobina. Durante la rotazione della bobina, i cilindretti (liberi di ruotare sull’asse) verranno spinti ,dalla forza centrifuga, verso la parte più esterna dell’asse generando attrito che rallenterà la rotazione. La modulabilità di questo sistema è data dalla scelta del numero di centrifughi da montare e dalla consistenza del materiale dei cilindretti.



• Meccanico: possiamo trovare uno o due registri sulle guanciole che permettono a questo bussolotto di andare a battere sul cuscinetto (modelli ultracast) oppure sull’asse (modelli ad asse solidale) limitando la rotazione della bobina. La regolazione del sistema avviene tramite i registri laterali: il destro consente di centrare la bobina mentre il sinistro limita la rotazione della bobina.
• Magnetico: è costituito da uno o più magneti che vengono avvicinati ed allontanati dalla bobina (tramite un registro o slitta che consente di muovere l’alloggiamento dei magneti) . Questa, quando entrerà in rotazione sarà soggetta ad un flusso magnetico che sarà tanto maggiore quanto più i magneti saranno vicini (freno chiuso) mentre diminuirà con l’allontanarli (freno aperto).



• Olio: la lubrificazione dei cuscinetti ci consente di inserire un ulteriore attrito alla bobina.
Lubrificando con un olio denso, imprimeremo un maggior attrito cosa che diminuirà adottando un olio più fluido.

I vari tipi freni devono essere rapportati tra loro in maniera combinata ed intelligente.
I fattori da tenere in considerazione per una corretta frenatura sono: diametro del filo in bobina, presenza ed intensità del vento, volume dell’esca, piombo, scivolosità della bobina, distanza da raggiungere. Queste sono le più importanti ma con l’esperienza vengono alla luce tanti piccoli accorgimenti di carattere personale.
Facciamo due esempi di scuola :
• Pescata estiva in condipaf: avremo bel tempo, clima “secco”, assenza di vento, cerchiamo il pesce sulla distanza con esche leggere e piombi filanti, usiamo un rotante veloce come un 6500 Abu (ultracast), magari abbiamo uno 0,30 in bobina, canna da 5oz, clippiamo l’esca. In questa situazione, considerando anche la distanza da ottenere, possiamo adottare un settaggio veloce:
usiamo un olio medio (personalmente non credo ci sia necessità di adoperare oli troppo fluidi se dobbiamo pescare), il meccanico verrà settato in maniera standard (bobina centrata e lieve gioco di 0,5mm della bobina), in caso di centrifughi montiamo quelli più veloci ma usandoli in coppia, in caso di magneti posizioniamo il freno su un livello tra il medio e il quasi 0. Ovviamente, queste sono indicazioni che variano da lanciatore a lanciatore ma le differenze non saranno così sostanziali.
Proviamo a cambiare esca mettendo un bel trancione: per evitare parrucche possiamo settare il nostro rotante ad un livello medio che ci consenta di far la distanza (qualora ce ne fosse bisogno) in tutta sicurezza.

• Pescata invernale in condisurf: cattivo tempo, clima umido, vento frontale, il primo canale a circa 40-50 metri, esche consistenti con piombi elevati e poco filanti, usiamo un rotante potente come un 525 Penn (ultracast), almeno uno 0,35 in bobina, canna da 6-8oz, finale clippato o meno.
In questa situazione abbiamo diversi problemi da affrontare: il vento stopperà il nostro complesso pescante compromettendo un assetto regolare in volo, potrebbe disturbare le spire in uscita, la bobina potrebbe scapparci a causa dell’umidità, non dobbiamo ma fare la distanza ma lavorare di precisione e potenza. Il nostro sarà un settaggio molto frenato: olio denso, meccanico standard, tutti i centrifughi con materiale poco scorrevole, il magnetico sarà chiuso o quasi.
Ovviamente, queste sono indicazioni che variano da lanciatore a lanciatore ma le differenze non saranno così sostanziali.


Tralasciando la parte tecnica, passiamo ad analizzare i semplici passaggi per effettuare un lancio con un rotante. Una premessa è doverosa: il grosso dell’opera di frenatura va effettuata prima della battuta e possibilmente a casa: lavaggio e manutenzione dei cuscinetti, oliatura, scelta dei centrifughi, equilibratura della bobina. Arrivati sullo spot dovremo solo settare i freni “meno invasivi” come ad esempio il freno magnetico e il registro laterale sinistro (nel caso di mulinelli sprovvisti del magnetico).
Le operazioni da effettuare per poter lanciare sono:
• Settaggio freni in relazione al contesto (vedi sopra)
• Liberare la bobina tramite la leva o il pulsante bloccando allo stesso tempo la bobina con il pollice
• Eseguire il lancio e sollevare il pollice dalla bobina in fase di chiusura
• Seguire con lo sguardo il piombo , controllare la rotazione della bobina , ascoltare il suono della bobina
• Stoppare la bobina con il pollice un attimo prima che il piombo tocchi l’acqua.

Spero che questa semplice guida possa esservi d’aiuto nell’approcciarvi ai mulinelli rotanti.
Diverse considerazioni tecniche sono state volutamente tralasciate per evitare confusione e soprattutto perché si tratta di dettagli personali che possono essere colti solo a seguito dell’utilizzo di questi attrezzi. Ricordiamoci che il settaggio e l’uso del rotante è un qualcosa di soggettivo che deve adattarsi alle capacità del lanciatore e pertanto dovremo cucirci addosso il nostro rotante.
Qualora non fosse chiaro qualcosa o sia stata omessa qualche considerazione, non esitate a chiedere chiarimenti e foto.

Rosario (mitoboy35r)


http://www.italianseaanglers.it

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