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LA MORMORA

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1 LA MORMORA il Mar Ott 19, 2010 2:26 pm

eugenio

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Admin
Admin
Presente lungo tutte le coste Italiane, pressoché tutto l’anno, la mormora rappresenta il 90% delle prede pescate dai pescatori, in special modo di quelli che praticano la pesca a fondo dalla spiaggia.
Non disdegna le imboccature dei porti e le foci dei fiumi, che frequenta alla ricerca di vermi e piccoli molluschi che sono la fonte principale della sua alimentazione.
E’ da riva che questo sparide viene pescato quasi tutto l’anno, ma in primavera e fino in autunno, è oggetto anche della pesca con la barca, da dove lo si pesca a bolentino oppure col sistema della trainetta.
In questo periodo, vista l’affluenza di bagnanti sulle nostre coste, i nostri amici pinnuti si allontanano parecchio, quindi è necessario effettuare dei lunghi lanci per poterli insidiare.

La Pesca dalla spiaggia
Come detto prima, è dalla riva che questo sparide viene maggiormente insidiato, ed è anche il trampolino di lancio per molti pescatori di pesca a fondo dalla spiaggia.
Anche se si possono fare ottimi carnieri con il mare piatto, è dopo una mareggiata, con mare in scaduta, che si ottengono i migliori risultati.
Queste sono le condizioni migliori per metterci in pesca.
Amante del basso fondale, la mormora si spinge spesso fino a pochi metri da riva dove la mareggiata ha estratto dal fondo sabbioso una grossa quantità di organismi di cui essa ci ciba.



Non dimentichiamoci però, nel posizionare le nostre canne, di sondare sempre le tre fasce che abbiamo davanti: La corta, la media e la lunga distanza.

Le Canne
Per meglio affrontare una battuta di pesca alle mormore dalla spiaggia, è necessario scegliere un attrezzatura medio/leggera.
Le canne devono essere scelte in funzione della massima sensibilità dell’attrezzo, in quanto è necessario percepire anche le più piccole tocche del pesce.
Capita molto spesso che le mormore mangino molto svogliatamente, e in questo caso è l’attrezzatura che fa la differenza, che ci fa vedere anche il più piccolo movimento e interessamento alle nostre esche.
Oggi sul mercato c’è l’imbarazzo della scelta tra le canne a disposizione.
La nostra scelta dovrà essere indirizzata sulle canne in carbonio con potenza compresa tra gli 80 e i 150 gr che ci permetteranno di stare in pesca anche con un moto ondoso maggiore, ma più che altro ci consentiranno distanze di lancio maggiori.
In condizioni di calma le mormore stazionano molto distanti da riva. E’in questo caso che si necessita di una potenza di lancio maggiore, e senza la canna giusta non ce la faremo mai ad arrivare alla distanza di pascolo delle nostre prede.

I Mulinelli
Considerando il peso delle prede, che non è eccessivo, e vista l’esigenza di effettuare spesso lunghi lanci, si consiglia di imbobinare il mulinello con un buon 0.25 e abbinarlo a uno shock leader del diametro dello 0.50 che sopporterà abbastanza bene il lancio di piombi di 100 gr e oltre.
Nella scelta del mulinello, dovremo tener conto che dovrà contenere una buona quantità di filo e di una buona imbobinatura, meglio se a spire incrociate e con bobina leggermente conica.
Questa è una caratteristica che ci consentirà di effettuare lanci lunghi senza avere inconvenienti.

I Terminali
Per quanto riguarda la paratura per pescare le mormore dalla spiaggia con mare calmo o in scaduta, possiamo dire che il classico long arm con piombo scorrevole e finale 0.18 della lunghezza variabile tra 1 e 2 metri circa, in base allo stato del mare e della corrente, è la più indicata in quanto esprime la massime doti di sensibilità.
Possiamo dire che è un terminale molto facile da realizzare:
Infiliamo sullo shock leader un piombo forato della grammatura più idonea al caso, poi inseriremo un salvanodo (possiamo ricavarlo da un pezzo di cavo dell’antenna tv di casa, la parte bianca interna in materiale siliconico) ed infine legare una piccola girella senza moschettone alla quale verrà legato, previa brillatura, il nostro terminale con l’amo.
L’amo più utilizzato per la pesca alla mormora è il tipo “Aberdeen” a gambo lungo, curva stretta e filo fine nelle misure che vanno dal N°8 al N°2, in base all’esca utilizzata.

Una variante molto interessante è quella di rendere il piombo intercambiabile inserendo una girella con moschettone al posto del piombo con foro passante.
Così facendo è molto più facile cambiare il piombo senza dover rifare l’intero calamento.

Le Esche
L’arenicola (Napoletano)
E’ conosciuta in tutta Italia come l’esca principe per la pesca alla mormora. Andare a pesca di mormore senza quest’esca è un grosso handicap in quanto riesce spesso a convincere anche le mormore più svogliate ad abboccare alla nostra insidia.
Essendo un verme molto sottile presenta qualche difficoltà durante l’innesco, che deve essere eseguito con l’apposito ago che favorisce lo scivolamento dell’esca sull’amo e sul nylon.
Nel compiere l’operazione di innesco è molto importante infilare il verme a partire dalla testa, che è facilmente riconoscibile, altrimenti si spezzerebbe in tanti frammenti rovinandosi irrimediabilmente.
Un trucco per maneggiare meglio l’arenicola durante il suo innesco è quello di mettere il verme, prima dell’innesco, in un piccolo contenitore con della segatura in modo da far assorbile il liquido viscido di cui è ricoperto evitando così di farlo scivolare tra le nostre dita durante il suo innesco.

L’americano
Viene chiamato anche verme di sangue in quanto contiene un alta concentrazione di liquido al suo interno.
E’ un esca assai catturante: Praticamente tutti i pesci, grufolatori e non, ne vanno matti (orata in primis, ma anche la spigola quando si comporta da grufolatore).
In alcune zone addirittura da più risultati dell’arenicola facendo anche la selezione della taglia attirando gli esemplari di mormore più grandi di cui sono ghiottissime di questo anellide.
L’innesco è uguale a quello dell’arenicola, si usa sempre l’ago da innesco facendo attenzione ai morsi, un pò dolorosi, che a volte ci da nelle dita.
Durante l’innesco è bene non bucare il verme in più punti altrimenti si perderebbe il suo prezioso sangue.
Nel caso ci trovassimo di fronte a esemplari troppo grandi, (conviene sempre innescarlo intero, ma per la mormora possiamo fare l’eccezione) conviene dividerlo in due parti facendo attenzione a non far perdere il suo prezioso liquido interno.
Tagliare con delle forbici affilate, un colpo netto e veloce, il verme in due parti. Così facendo si perde poco liquido.

La tremolina
E’ senza dubbio il verme più antico. Usato molto per la pesca ai cefali e alle spigole, risulta ottimo anche nella pesca alle mormore che ne sono molto ghiotte.
Per la mormora è consigliato l’uso di quest’esca pescando in prossimità delle foci in quanto, questo anellide, vive generalmente in quell’ambiente salmastro e viene trasportato in mare dalla corrente.
Nella pesca da riva si ha qualche difficoltà d’uso in quanto, essendo un esca molto delicata, mal sopporta i lanci lunghi e potenti.
Infatti, l’uso della tremolina dalla spiaggia, è più indicato per sondare la media e la corta distanza.
La modalità di innesco è molto semplice: Con un verme o due si copre l’amo e pochi centimetri di nylon, seguiti da altri due o tre appuntati sull’amo formando un piccolo ciuffo.

Il Cannolicchio



Si tratta di un mollusco dalla polpa bianca e dolce ricercatissimo da molti pesci tra cui la mormora.
Nella pesca alle mormore, specialmente dopo una forte mareggiata, il suo impiego da sempre ottimi risultati.
Ne esistono di due tipi: Le femmine che sono più piccole e con carni molto bianche e tenere, e i maschi più grandi, con carni giallastre e più dure.
Sono entrambi ottimi da innescare a patto che si usi qualche accorgimento durante l’innesco:
Se non troppo grandi si possono innescare interi infilandoli nel solito ago da innesco e, dopo aver dato qualche giro di filo elastico per rassodarli un pò, si fanno scivolare sull’amo coprendo anche un pò di nylon.
Con questo accorgimento essi resisteranno alle sollecitazioni del lancio arrivando intatti in acqua.
Per gli esemplari più grandi, conviene effettuare dei tagli per tutta la lunghezza del mollusco così da ottenere delle striscioline che, una volta avvolti con il filo elastico e calati sull’amo, somiglieranno ai dei vermicelli bianchi.
Nelle notti di luna piena e mare calmo, quando le mormore sono svogliate e sospettose, questo innesco può fare miracoli.

La tellina



Mollusco bivalve che vive nei litorali sabbiosi, può essere pescato con appositi rastrelli per tutto il periodo dell’anno.
Per innescarle, se non vi spazientirete, dovrete prima aprirne cinque o sei esemplari, a seconda della grandezza dell’amo, passarle sull’ago da innesco e dare qualche giro di filo elastico per ben rassodarle, per poi passarle sull’amo.
Quest’esca ha dimostrato, con le mormore, una resa ben superiore alla stessa arenicola.
E' allo stesso tempo molto gradita a tutti gli amici pinnuti che grufolano sulla sabbia alla ricerca di cibo.
Molti la considerano come alternativa agli anellidi, ma non è così.
Per verificarne l’efficacia, adoperatela in contemporanea ai vermi; resterete sorpresi.

Il Bibi



Il bibi è un verme, anche molto corpulento, appartenente alla famiglia dei Sipunculidi.
Si presenta come un sigaro rivestito con la pelle quadrettata, trasparente da giovane, bruno da adulto.
L'interno è pieno di un liquido trasparente che tende a fuoriuscire nell'innesco.
Cresce anche oltre il mezzo metro, ma a noi interessano quelli di piccola taglia, diciamo attorno i 10 centimetri e anche meno.
E’ micidiale dalla spiaggia per tutti i pesci grufolatori. Gli esemplari più corpulenti sono ottimi soprattutto per Saraghi, Orate e Ombrine, ma i più piccoli fanno la selezione nella pesca alle mormore attirando gli esemplari di taglia maggiore.
Gli ami adatti per i piccoli bibi sono gli Aberdeen, mentre per i bibi più corpulenti sono più indicati i beak, ami a becco d’aquila e gambo corto.
Si trovano in commercio sia sfusi, che sono i veneziani dalle dimenzioni più grandi, che quelli in scatola confezionati che fanno al caso nostro.
L’innesco del bibi potrebbe sembrare un pò laborioso, ma una volta presa la mano lo farete in men che non si dica.
Il bibi ha un foro longitudinale, per tutta la lunghezza del corpo:
Infilerete l’ago da innesco in questo foro trapassando il verme per tutta la sua lunghezza, facendo attenzione a non bucarlo altrimenti perderebbe il suo prezioso liquido interno, e facendo uscire l’ago dalla parte opposta.
Una volta infilato il verme sull’ago si dovrà poi passare sul terminale con l’amo.
Ci sono due modi per farlo:
Con i bibi piccoli si può usare il classico metodo come per tutti gli anellidi, facendo un po’ di attenzione durante l’operazione.
Con gli esemplari più grandi si dovrà usare un ago provvisto di cruna procedendo nel modo seguente:
Infilato il verme nell’ago, si passa il filo del terminale (la parte opposta all’amo) nella cruna dell’ago e si fa scivolare il verme nel filo fino a coprire tutto il gambo dell’amo lasciando scoperta la punta.
Questa operazione può essere eseguita anche con l’utilizzo dell’ago senza cruna, ma quest’ultimo deve essere a punta da una parte e cavo dall’altra.
Il filo del terminale, invece che nella cruna, si infila per qualche centimetro nella parte cava dell’ago facendo poi scivolare il verme fino all’amo.

Cefalopodi
Quasi tutte le carni dei cefalopodi, calamari in primis, sono ricche di una sostanza che a contatto con l'ossigeno disciolto nell'acqua si ossida, producendo una luce verdastra fosforescente.
Questo rappresenta un richiamo visivo irresistibile per tutti i pesci.
I cefalopodi si possono innescare in diversi modi: "Coda di rondine" oppure in maniera elicoidale o lineare, passando l'amo all'interno delle carni.
Quando nel mare c’è una forte corrente si usa l'innesco di tipo lineare, se invece la corrente debole è meglio usare un innesco elicoidale (l'amo entra ed esce più volte dall'esca).
L'innesco a coda di rondine, viene effettuato tagliando un piccolo triangolo dalla strisciolina (dove verrà posizionata la punta dell'amo) in modo da formare due punte.
Altro innesco ottimale è quello di utilizzare i due tentacoli più lunghi dei cefalopodi che risultano molto morbidi ed efficaci innescandoli come i vermi.
Per un innesco efficace si devono utilizzare ami non troppo grossi e a gambo lungo, e per migliorare la resistenza durante il lancio necessita di qualche giro di filo elastico in prossimità dell’occhiello dell’amo.
In quelle giornate nelle quali i nostri amici pinnuti si mostrano schizzinosi e svogliati snobbando qualsiasi altro tipo di esca gli si presenti davanti al muso, i cefalopodi possono fare la differenza.
Il calamaretto (cappellotto) ha le stesse caratteristiche, ma la sua polpa è più morbida e viene sfilata con una certa facilità dall’amo.

Un piccolo trucco può essere il seguente:
La mormora lo sappiamo, è un grufolatore.
Nella sua frenetica ricerca, rovistando a muso basso la sabbia del fondo, aspira tutto quello che gli si presenta davanti.
Tenendo conto di questo fattore possiamo, periodicamente, dare qualche giro di manovella al mulinello spostando il piombo in modo da creare una piccola nuvola di sabbia e attirare l’attenzione della nostra preda.

http://www.italianseaanglers.it

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